Elena La Verde

Una vita qualunque

Un uomo, una donna

Un giorno c'incontrammo.
Scegliesti un muro riparato dai venti
e con un chiodo mi appendesti, per amore.
Moderno crocifisso
o angelo del focolare.
Tu vai e vieni, appena mi guardi
o forse così credo per la tua fretta.
Io resto appesa a quel muro
di pietre, appassionatamente
quasi inutilizzata e forse incapace.
Chiudo buchi che il tempo sbadato
apre, senza quasi muovermi.
Molti anni sono trascorsi
ed io rimango immobile
come una statua di pietra
col sangue rappreso a quel chiodo.
Sono una libera statua, viva
e se un giorno per altre vie
volessi andare, non più potrei
con quel chiodo infisso per amore.
Tu vivi, ricurvo di un peso
e come Atlante sostieni
un mondo di pietre.
Vai e vieni, mi porti l'imbeccata
mentre io sostengo il piatto
è l'unico mio peso.
Mille chiodi
ti trafiggono il cervello
e vedo il tuo sangue affannarsi
dietro i tuoi pensieri.
Tu vivi rincorrendo
uomini e pietre, per innalzarti.
Io vivo aspettando
mentre carezzo
la dolce e tenace edera
che mi è cresciuta attorno.
Ti aspetto e vi aspetto
i miei occhi
bruciano mirandovi.
Il vento spazza le foglie secche
il tempo ne fa rinascere altre.